ATTIMO FUGGENTE

Ancora qui. Lo riconosco. In orbite

di coazione. Gli altri nell’incorposa

increante libertà. Dal monte

che con troppo alte selve m’affronta

tanto vedere e vedermi,

mentre allegria irrita di lumi

San Silvestro sparge laggiù la notte

di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.

E. E, puro vento, sola neve, ch’io toccherò tra poco.

Ditemi che ci siete, tendetevi a sorrergermi.

In voi fui, sono, mi avete atteso,

non mai dubbio v’ha offesi.

Sarai, anima e neve,

tu: colei che non sa

oltre l’immacolato tacere.

Ravvia la mia dispersa fonte. Sollevami. E.

E’ questo il sospiro che discrimina

che culmina, l’attimo fuggente.

E’ questo il crisma nel cui odore io dico:

sì, mi hai raccolto

su da me stesso e con te entro

nella fonte dell’anno.

(A. Zanzotto, IX Ecloghe)

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