Sylvia

Finita ieri, il mio cuore ti disse.

E ancora inizio non avevi

e ancora mai nell’inizio non sei

e sempre sei l’annuncio dell’inizio.

Intatta, vigoreggiante pietra.

Mondi, furore nitido,

piaghe innumeri eccelse.

Corpi e occhi in scrigni e culle,

candidi, cellule

di attinte nevi,

mobili corpi tenerezza

alla mano, terrore

all’anima, fucate

fosforenze su tormenti e foglie. Io

io vi richiamo, io sono.

Ancora tutto: altre iridate sapide

tentacolate psichi,

altre macerie infestate di semi,

altri misteri inesplosi, tutto

ancora

tutto da consumare e da servire.

Non ha inizio l’amore.

Or volge l’anno, sovra questo colle.

E fronde cupe cupo nel fondo

del bosco, dell’umido bosco,

del bosco eterno mi fanno mi vivono

mi stormiscono in mille

diversi cupi cori.

(A. Zanzotto, IX Ecloghe)

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