VITA.

VITA

Meta artificiale, gioco di regole nevrotiche.
Una notte affondai nella melma, la terra scomparve,
e il mare si richiuse sopra di me.
Vidi il silenzio di scalinate intagliate nel marmo,
vidi la coltre di fruscii sibilanti.
Vidi ingenti specchi di un eterno crepuscolo.

Illuso da una sempreverde luce che schiude
vani orizzonti. E aspettando l’aurora
soffoco in una risata amara
il ticchettare molesto
di un tempo eterno.

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