ALLEGRO MA NON TROPPO.

Varco l’insostenibile leggerezza del mare, la profondità dell’abisso, sono ora tra le foglie e il fruscio di sibilanti lamenti nel candore del dolce tuo grido. Avverto ancora la leggerezza dei tuoi lamenti nel candido tuo grido in un insostenibile fruscio, nel dolce abisso delle profondità del mare.

Il mare alle mie spalle. Interrogo lo specchio dell’aria nel guado della foresta. Lei danza nell’ombra di un ruscello. Ti aspettavo al varco. Ti avverto. So cosa cerchi. Io non lo so. Interroga i miei lamenti. Io grido con leggerezza il mio profondo abisso. La mia risposta è specchio della natura, gioia e amore.

La foresta nel guado sommersa dal mare. La luna danza nell’ombra del ruscello, la natura chiede i segni di una gioia nuova, cerca gioia, interroga. Un fruscio alle mie spalle danza nella profondità dell’ombra, abisso sibilante in candidi lamenti.

Varco l’insostenibile mare nello specchio della leggera aria, nella profondità della foresta, un guado nell’abisso, il fruscio della luna tra le foglie, sibilante bambina danzante nei lamenti e nel candore dell’ombra. Nel rivo un lamento che chiede segni nel dolce grido della gioia. Ritrovai amore.

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