Don’t live today

Che cos’è l’essere e l’inessente? L’essere è e non può non essere, il non essere è e non può essere. Cos’è l’essere? L’essere è inessente, l’inessente è l’inesistenza, inesistenza dell’inessente nell’essere. Negativismo ontologico o ontologia del negativo? Ontologia del negativo e del possibile o epistemologia di una struttura spenta, spiegazzata, spasticamente esperita nell’inesperibilità del mito della vita. Ahi, non voglio essere. Inessenzialità dell’essere o non essere nell’essenzialità dell’essere; è utopia, è mito, è esplicitazione dell’inesplicitante. Erpicata espressività nell’estrinsecarsi dell’intrinseco implicito, un esplicato eburneo riso in cui mi seppellisco. La condizione umana? Umano è il feticismo di feconde fenditure festanti nell’ossessivo rigurgito riavviluppato nel riardersi dell’ente, reificazione dell’intrinseco estrinsecarsi dell’esperire, esplicito vaniloquio nell’intrinseco e intricato irretire dell’irrisolto. Condizione umana, conditio sine qua non io non esperisco, che cos’è l’umano? Conditio entis, reificazione rea di reale repressione, un regretto e irriverente ispessirsi dell’ispida indisponenza di strutture cieche di un sistema ciclico, antidepressivo triciclico, ossessiva inibizione del sistema dopaminergico come in una ruota egualmente mossa. Essere nell’esserci, esserci per l’essere, essere nel mondo, essere per la morte, essere per la vita, essere per l’automazione ricorsiva. Né vita, né morte, né mondo, né essere. Che cosa rimane a me? I don’t live today, maybe tomorrow.  

  • Marco Di Caprio

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