One more man gone, one more man! 2 novembre 2011: cielo terso, nuvoloso, racchiuso e raggrumato nel suo segreto misticismo, il segreto del cielo nel misticismo racchiuso tra le nuvole raggrumate. Ti devo dire una cosa, una cosa, tu mi hai mancato di rispetto, vecchia megera, e non hai detto la verità a te stessa. Non si manda via il fratello buono, incomunicabilità, chiusura di segnali, atto illocutivo e perlocutivo, implicature conversazionali perse nel vuoto: questo è il risultato di una famiglia spezzata.
One more man gone, one more man. Ho sbagliato io? Io ho sbagliato a dire la verità, la mia pigrizia, la mia inattività, è tutta colpa mia. Che cosa ho sbagliato? Che cosa hai sbagliato? Nell’indifferenza totale guardo la nebbia che si perde nell’indifferenza dei passanti. Ora vedo risplendere il fiore, ma quale fiore? Pendii aspri e deserti, ghiaccio, la foglia su un albero che al vento plora e va cantando, per cui piange e s’attrista, la Gestalt spezzata nell’assenza di schemi, campi semantici lacerati, frattura tra hardware e software, sistema dopaminergico appiattito nella disfunzione dell’amidgala, pugni, calci, sputi. Mi hai lasciato da solo, hai lasciato da solo tuo fratello, hai condotto la tua vita in egoismo, hai lasciato casa tua, sei scappata perché sapevi che saresti morta lì, poi ti sei portata il tuo amico lì, ti ho chiesto aiuto, mi hai cacciato fuori di casa, e poi? E poi non ne hai voluto più riparlare. No, la verità era diversa forse. Avevo forse chiesto di entrare in casa tua per evitare di cercare una mia casa, volevo gravare sulle tue spalle, ho voluto attaccarti, quizas! Quizas, forse senza un motivo.
One more man gone, one more man! Io sono il figlio buono, il figlio buono che rinnega sua madre, suo padre e maledice la sua stirpe, io sono impazzito. Se n’è andato via un altro uomo, è colpa mia, dovrei colpirti a sangue: si’ fosse foco arderei casa tua, è colpa mia, sono cattivo, una creatura infernale, il male si sta insinuando in me fino a farmi appiattire. Spando spasticamente e spasmodicamente le mie rime prosastiche e spezzate nel fuoco di una grotta, un sacerdote recita quel nulla di inesauribile nichilismo nell’olismo di sistemi complessi inesplicati nell’ontologia della loro totalità e nell’epistemica esplicata dall’analisi dei singoli elementi del sistema. Tu, tu degno di tutte le lodi, ti ho visto, ti sei sacrificato, hai offerto il tuo corpo nel momento meno giusto, le tenebre risplenderanno nella luce e la luce non le ha comprese. Hai lottato, hai sofferto, ti sei spento tra sofferenze, il tuo monito non è stato seguito, hai esortato. Tu fosti l’agricola scelto per coltivare l’orto dell’umiltà, ma miserere, tutto è perduto: egoismo ormai è radicato nel mondo, lo vedo espandersi dappertutto, ha corrotto il mondo tanto che non posso più parlare.
One more man gone, one more man! Ora vedo colori dovunque, bianco, nero e rosso: l’umanità ha roso l’alterità per cui quando la guardo mi viene duolo. Ahimè, miserere, tutto è perduto, il figlio buono piange, il figlio buono offeso e tradito, oggi è diventato colpevole, impreca e maledice, e poiché impreca è colpevole, dovrebbe tacere, se tacesse sarebbe il più saggio. Ma non ci sono oracoli, non ci sono più dolci detti, ma solo spastici simboli che non ritroveranno mai la luce perché condannati più che a un oblio lungo venticinque secoli. Secoli di simboli che emanano sputi e soffi, dolci cinguettii, gridi e canti, suoni, gorgheggi, volteggi, giravolte, onde sonore, ampiezza d’onda decresce, hertz a bassissima frequenza e infrasuoni in frastuoni. Chi capirà? Per saggio tengo senza dubbio ciò che indovina il mio canto, ciò che ciascuna parola significa, mentre si spiega l’argomento dovrà capirlo, perché io stesso non posso tentare di chiarire parola oscura. Oscurità e ambiguità della pazzia, uscita fuori dal sistema, tuoni e tocchi di campana: il figlio buono impreca, è stato tradito, padre perché mi hai abbandonato e te ne sei andato. Neuroni spenti e appiattiti, emisfero destro quello dell’irrazionalità, unico funzionante nelle sue funzioni formate di informazioni sformate. Deus aiuda, in nomine patris et filii et spiritus sancti, que sera? One more man gone, one more man!
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