Benedette siano tutte le multinazionali, le banche di investimento e gli amministratori delegati delle magnifiche sorti progressive della modernità. Benedetto sia il nome del progresso! Benedetti siano marketing, pubblicità, potere finanziario, transazioni e cartolarizzazioni. Benedetto sia il nostro Signore, che ha il nome di Mercato, perché ci ha concesso tanta misericordia da renderci imprenditori di noi stessi. La sua pietà e la sua benevolenza ci indica la via della luce: tutti dobbiamo fare impresa, perché dobbiamo arricchire il nostro cuore, ora e subito. Dobbiamo produrre e consumare per il bene del nostro prossimo. Dobbiamo produrre crescita economica per il bene comune; dobbiamo produrre compravendite di abbagliante felicità. Benedette siano le startup del nostro cuore e benedetta sia la ricchezza d’animo che dalla carriera e dal successo derivano. Benedetto sia il sentiero dell’accumulazione capitalista, a patto che sia orgasmicamente seriale. Per il Mercato, nostro Signore, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
Quante transazioni di parole e di rime abbiamo prodotto in questo canto? Datene testimonianza, o cari investitori, voi che siete i soldati del nostro unico salvatore, il Mercato. Quanto siete divini quando le masse odiose e pigre, grazie alla vostra parola, si immolano a voi sulla retta del via del lavoro, lasciandovi suggere il loro sorridente sangue, che per magia si trasforma in sonanti cifre con sette, otto, nove zeri; quegli zeri e quei vuoti, di cui vi ingrassate. Le odiose masse, che voi, o cari investitori, giustamente stuprate, con il loro consenso, in un orgasmo seriale che non ha mai fine. Le odiose masse, che voi evangelizzate con ripetute e onnipresenti eco, per renderle entusiaste del loro stupro, per renderle entusiaste del loro sangue versato per voi, e non per tutti, in remissione del peccato originale. Un peccato che ha il nome di debito. Per voi, cari investitori, e per il Mercato, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
Dolce meritata schiavitù, che ha l’imperativo di ‘lavora-tu’, dispensi, Signore, agli automi che stuprano il loro corpo e la loro mente, ormai insensibile a qualunque forma di bellezza. E da questa schiavitù, o Signore, miracolosamente, quasi per partenogenesi, produci dolci tintinnii di monete sonanti, che sono splendenti, leggiadri e bei profitti, tutti a me sottratti. Per il Mercato, nostro Signore, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
Cari amministratori delegati, voi che spiccate nella candida rosa dei beati, voi solamente siete degni di ogni lode su questa terra. Evitate voi i quartieri poveri, miseri e villani, perché degni non sono della vostra stirpe reale. E se per caso ci doveste passare, evitate quei fiochi spiriti e quelle sagome annerite dalla depressione delle loro tasche e della loro mente. Evitateli, ma non troppo: ricordate che potete far fruttare le tristi risorse umane nelle vostre belle attività, purché torniate presto nella confortevole quotidianità della vostra nobile dimora. Non evitate, invece, qualche bella popolana per strada, che tavolta è un raro diamante nelle oscure e stregate periferie del mondo. Non evitate qualche bella popolana, anzi salvatela, stuprandola nel vostro inganno di eterni imbonitori. Per Voi, cari amministratori delegati, e per il Mercato, nostro Signore, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
Cari automi, senza arte e senza più uno scopo, dopati da internet e pornografia, fermi e controllati dalla tua saggezza, perché nella replica di un dolore che è diventato loro familiare, quasi amico? Perché non rivolgete il volto al Signore per pregarlo umilmente? Sappiate che il Signore riceverà dalle sue mani il vostro sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Borsa, in in remissione del peccato originale. Un peccato originale che ha scalzato voi, cari automi, via dal Paradiso terrestre, in cui la bellezza e la natura parlavano ai contadini e agli artigiani tenui e lievi melodie. Ora, cari automi, immersi in acidi, liquami e rottami, dovete annaspare per purificare voi stessi. Per la vostra anima di peccatori, cari automi, che una volta eravate chiamati con il vergognoso nome di essere umani, e per il Mercato, nostro Signore, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
Cari automi, io sono uno di voi, qui immerso in questa sala dalle pareti d’acciaio, mentre mi dicono di lavorare multitasking da casa, in modalità smart-working, mentre ripeto ogni giorno lo stesso rituale di compliance analyst: Chiama i clienti, invia la documentazione, spiega le regole aziendali, apri i tools, chiudi i tools, compila i ticket di inquiries dei clienti, chiudi i tickets, aprine di più perché la percentuale della performance è bassa, chiudili, ricevi una call, log a call, call back request, call a log, call a dog. Aiutami a essere più produttivo, Signore, perché senza il tuo santo aiuto non ce la faccio. Per il Mercato, nostro Signore, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
Voglio fare presto, voglio il bonus aziendale per la migliore performance, perché voglio andare in vacanza in Thailandia, perché lì la vita è più cheap e lì posso anche scopare di più. Oppure me ne vado a Ibiza e a Mykonos, così posso andare in disco e spendere tremila euro tra alcol e droga. Oppure vado a Las Vegas, così posso giocarmi i miei risparmi e tornare a casa più felice di prima. Oppure posso visitare tanti mille altri posti, che sono mille ombre di una sola e oscura sagoma, tutti uguali, dove posso spendere gli stessi identici soldi per fare le stesse identiche cose. Caro Signore, sia sempre lodato il tuo nome e la tua generosità. E ora ritorno alle mie operazioni: apri i tools, chiudi i tools, log a call, call back request, apri il programma, chiudi il programma, invia la documentazione, apri la videoconferenza, chiudi la videoconferenza, apri, chiudi, chiudi, apri. E fu così che morii nella tua gloria e nel tuo nome. Per il Mercato, nostro Signore, preghiamo.
Ascolta, o Mercato, l’indice di produttività del mio canto.
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